8. La Mara
Lecce, 1932 – 2001
Prostituta leccese, nata Antonio Lanzalonga, dopo aver scoperto la propria omosessualità, viaggia per l’Italia. Tocca diverse città e si ferma a Genova, dove inizia a lavorare nelle case chiuse. È qui che comincia a truccarsi e a indossare la parrucca bionda, ed è qui che sceglie il suo nome, Mara. Dopo la Legge Merlin, nel 1958 rientra a Lecce e continua a battere. Indimenticabile sul suo Minichic mentre, imprecando, si aggira per le stradine, tra gli insulti dei ragazzini e le occhiatacce di riprovazione dei leccesi, molti dei quali la notte sono suoi clienti. In pochi anni mette su un impero, tra le Giravolte e il monastero delle Benedettine. Acquista diversi immobili fatiscenti e li affitta alle schiere di disperati che in quel periodo approdano nella città; non smette mai di lavorare e di accumulare ricchezze. Lascerà tutto alle suore benedettine.
Formelle: Itinerario Cittadino
10 installazioni sono state posizionate nei luoghi individuati da IU, in dialogo con lo spazio urbano e la comunità che lo vive e lo attraversa. I messaggi sono le voci di associazioni, cittadini e poeti – un appello, una provocazione, un gioco, un verso –, e invitano a riflettere sulle dinamiche di esclusione e privilegio che crea la società. Composte come un set Lego, accanto alle parole vivono gli organi di senso, le finestre attraverso cui noi esseri viventi traduciamo il mondo, recepiamo i suoi significati e ne escludiamo altri.






