5. Sant’Irene
Sono molte le origini che le si attribuiscono, c’è chi la vuole persiana, chi leccese doc, chi proveniente da Tessalonica. Fatto sta che fin da bambina viene rinchiusa in una torre inaccessibile, visibile nello stemma di Lecce, per non essere intaccata dalla corruzione del mondo. Qua un angelo la educa alla fede cristiana, per difendere la quale dovrà subire le torture del padre, che la condannerà a morte. Sopravvissuta, divulga il suo credo e converte molte persone. Dopo la peste del 1466, è proclamata patrona della città di Lecce, e rimane in carica fino al 1656, quando viene scalzata da tre uomini: Oronzo, Giusto e Fortunato. Sant’Irene resta però un simbolo indelebile, unica protettrice donna nonché prima in assoluto dell’antica Lupiae.
Formelle: Itinerario Cittadino
10 installazioni sono state posizionate nei luoghi individuati da IU, in dialogo con lo spazio urbano e la comunità che lo vive e lo attraversa. I messaggi sono le voci di associazioni, cittadini e poeti – un appello, una provocazione, un gioco, un verso –, e invitano a riflettere sulle dinamiche di esclusione e privilegio che crea la società. Composte come un set Lego, accanto alle parole vivono gli organi di senso, le finestre attraverso cui noi esseri viventi traduciamo il mondo, recepiamo i suoi significati e ne escludiamo altri.






